L’origine del nome picchiapò è incerta, ci sono varie versioni. Secondo qualcuno l’allesso di manzo alla picchiapò è un piatto che nacque a Testaccio, a ridosso del Mattatoio, nelle osterie locali che utilizzavano anche gli scarti di carne attraverso il “riuso”. Da un solo pezzo di muscolo si traevano due piatti nutrienti e molto apprezzati: un sostanzioso brodo da servire nelle fredde giornate invernali e con quello che avanzava si creava una padellata con tanta cipolla e pomodori, dove la carne veniva tagliata a pezzi quasi picchiata (qui, Picchiapò) e sbattuta sul tagliere per poi finire in padella. Altra versione vuole che si tratti della storpiatura del nomignolo picchiabbò ripreso dal sonetto del Belli “Una Disgrazzia” che in un tratto recita: «Ste scale nu le vònno illuminà: e ecchete spiegato, Picchiabbò, come sò le disgrazzie a sta scittà. » Anche in altri sonetti del…