L’origine del nome picchiapò è incerta, ci sono varie versioni. Secondo qualcuno l’allesso di manzo alla picchiapò è un piatto che nacque a Testaccio, a ridosso del Mattatoio, nelle osterie locali che utilizzavano anche gli scarti di carne attraverso il “riuso”. Da un solo pezzo di muscolo si traevano due piatti nutrienti e molto apprezzati: un sostanzioso brodo da servire nelle fredde giornate invernali e con quello che avanzava si creava una padellata con tanta cipolla e pomodori, dove la carne veniva tagliata a pezzi quasi picchiata (qui, Picchiapò) e sbattuta sul tagliere per poi finire in padella. Altra versione vuole che si tratti della storpiatura del nomignolo picchiabbò ripreso dal sonetto del Belli “Una Disgrazzia” che in un tratto recita: «Ste scale nu le vònno illuminà: e ecchete spiegato, Picchiabbò, come sò le disgrazzie a sta scittà. » Anche in altri sonetti del…

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Preso dalla tradizione tipica toscana e fatto traslocare nei vicoli di Testaccio, il lampredotto è una delle specialità italiane che hanno trovato degno spazio nel nostro menu. Per capire meglio di cosa stiamo parlando riporteremo la ricetta di questo gustosissimo panino:     Il lampredotto, per chi non lo conoscesse, è una parte dello stomaco dei bovini, in particolare lo stomaco abomaso. E’ il protagonista assoluto di uno dei più famosi street food della Città di Firenze. Si ottiene cuocendo il lampredotto, appunto, in un brodo arricchito da diversi odori e dal pomodoro. Viene poi notoriamente servito all’interno di panini e venduto presso i “banchini dei trippai”, tappa imperdibile per chi si rechi in città la prima volta: è una vera e propria chicca della gastronomia fiorentina nonchè foriera di una tradizione popolare secolare. Il lampredotto viene insaporito a piacere con del semplice sale…